resoconto di Tommaso Langiano
Il 28 settembre ha avuto luogo il Primo Forum online di Medicina Narrativa, organizzato dalla SIMEN (Società Italiana di Medicina Narrativa (https://www.medicinanarrativa.network/).
Al forum hanno partecipato oltre 250 persone. Le relazioni presentate e gli interventi dei partecipanti inducono a sostenere che anche in Italia la Medicina narrativa si sta diffondendo. Tuttavia, sono state segnalate alcune difficoltà in questo importante processo di diffusione: lo scarso coinvolgimento delle istituzioni sanitarie e delle direzioni aziendali; la mancata presenza dei corsi di medicina narrativa e medical humanities nelle nostre scuole mediche (al contrario di quanto già avviene negli USA e in altri paesi); l’inadeguatezza delle risorse disponibili che influenza anche il rapporto con i pazienti.
Infatti, un tema molto presente sia nelle relazioni, sia nelle domande è stato il tempo disponibile: l’insufficienza delle risorse disponibili nel servizio sanitario rischia di comprimere il tempo disponibile per gli incontri con i pazienti, ed invece il tempo dedicato al paziente è fondamentale, non è uno spreco ma un investimento altamente produttivo.
Nel corso del Forum è stato presentato un progetto della regione Piemonte, il cui obiettivo fondamentale è l’integrazione fra i percorsi di cura (PDTA: percorsi diagnostici terapeutici assistenziali) e la medicina narrativa. Il progetto prevede un arco temporale di due anni e si articola in tre fasi: formazione; predisposizione dei percorsi assistenziali elaborati ed attuati localmente; valutazione. Può essere considerato un primo segno che anche le istituzioni sanitarie si stiano interessando alla medicina narrativa.
È stato argomentato in modo brillante e documentato che la conflittualità sanitaria è prevalentemente determinata da problemi relazionali e comunicativi; conseguentemente, l’adozione dei metodi della medicina narrativa consente la prevenzione dei conflitti, e per questa ragione può rappresentare anche una fonte di risparmio economico. Inoltre, una formazione specifica consente di migliorare le capacità empatiche degli operatori sanitari (“l’empatia si può apprendere”).
Tra le relazioni, particolarmente intensa ed efficace è stata la testimonianza di un paziente, il quale ha raccontato il suo incontro molto positivo con la pratica della medicina narrativa, che ha determinato un rapporto di profonda fiducia con il curante : “la medicina narrativa aiuta il paziente a tirare fuori la volontà di guarigione”.
L’Associazione dei malati affetti da malattie rare (UNIAMO) sostiene che la medicina narrativa sia molto importante anche per affrontare i problemi dei malati “rari”.
È stato presentato anche il punto di vista dell’industria farmaceutica nei confronti della medicina narrativa: in realtà, un’indagine condotta tra le aziende farmaceutiche ha evidenziato un relativo scetticismo in merito al contributo della medicina narrativa nel favorire l’aderenza terapeutica del paziente. Tuttavia, è stato osservato che la medicina narrativa potrebbe svolgere la funzione di piattaforma di dialogo che coinvolga anche le aziende farmaceutiche.
Relativamente al farmaco ed al contributo della medicina narrativa nell’ambito delle farmacie ospedaliere, è stato illustrato il progetto farmacovigilanza narrata che utilizza la metodologia narrativa per aumentare la segnalazione degli eventi avversi da farmaci.
La LICE (Lega italiana contro l’epilessia) sta dedicando sempre maggiore attenzione alla medicina narrativa ed ha avviato alcune iniziative in merito.
Il Forum è stata un’iniziativa importante – che avrà un secondo tempo il prossimo 2 dicembre – ed ha permesso di condividere le numerose iniziative di medicina narrativa in Italia: la formazione in medicina narrativa e l’integrazione fra percorsi assistenziali e medicina narrativa rappresentano allo stato attuale due modalità concrete ed efficaci per il miglioramento delle cure e per la possibile diffusione sistemica dei principi e degli strumenti della medicina narrativa.
È auspicabile che nei prossimi incontri sia prevista anche la partecipazione di relatori con competenze letterarie: la collaborazione fra l’area sanitaria e l’area letteraria può arricchire gli strumenti concettuali, formativi e operativi di cui la medicina narrativa ha bisogno per diffondersi sistematicamente anche nel nostro Paese.